Gustavo Alàbiso - Vegetable Nachts Lugano

VEGETABLE

Da anni raccolgo fotografie che mostrano il rapporto tra le persone e le piante in ambienti urbani; dei rapporti che le persone hanno nei confronti delle piante, e le piante chiamate di coltura.

L’idea mi è venuta in una città mediterranea, quando ho notato una vite che era stata fatta crescere fino al secondo piano di una casa, e da lì faceva faceva ombra, come pergolato, a un terrazzo. Il mio pensiero assolutamente arbitrario è stato che forse quella vite l‘aveva coltivata una persona che si era trasferita da un piccolo paese dell’entroterra, e che in questo modo volesse riprodurre, in un contesto urbano, un elemento rurale della propria terra di origine. In Germania, dove gli orti comunali sono molto diffusi, se sono degli emigrati che li coltivano, vengono spesso seminati verdura e frutta dei rispettivi paesi di origine. Le piante sono in questo caso un veicolo di cultura, di sapore e dunque di identità. 

La seconda osservazione è l’incredibile forza delle piante:  crescono ovunque, e sembrano possedere un’energia infinita. Sono capaci di adattarsi e svilupparsi nei luoghi più impensabili; e appena l’attività umana cessa, subito riprendono il sopravvento. Che cosa sono per noi queste piante, che rimangono  silenziose dove le abbiamo coltivate o sistemate, o dove il vento ne ha portato il  seme e affondato le radici? Che valore hanno queste piante per l’umanità, sia rispetto alla fotosintesi – fondamentale per la nostra sopravvivenza – che per il beneficio economico del loro sfruttamento in agricoltura, nell’industria farmaceutica o cosmetica, queste piante che in un ciclo millenario di selezione e coltura di specie sono praticamente in grado di soddisfare ogni nostra esigenza?

E come riescono a farci stare bene con la tavolozza di colori  e i profumi dei loro fiori – risultato di una evoluzione durata milioni di anni, il fruscìo degli alberi, la pace dei boschi; persino quando le stampiamo sulle magliette, le tatuiamo sulla pelle,  o ne portiamo al cimitero la loro imitazione di plastica?