Gustavo Alàbiso - Immagina Riesi Die Kreuzigung Jesu, Riesi, 2017

Immagina Riesi

Questo è un progetto particolare, poichè si è trattato di incontrare i miei compagni e le mie compagne di classe delle elementari, e di raccontare le loro storie: con alcuni non ci si vedeva da 45 anni, e nel mio ricordo alcuni di loro sono rimasti dei bambini.

Le elementari le abbiamo frequentate dal 1968 al 1973 presso il Servizio Cristiano, un’istituto della Chiesa Valdese a Riesi in provincia di Caltanissetta. La scuola e gli edifici circostanti portano la firma dell’architetto Leonardo Ricci, amico del fondatore del centro, il pastore Tullio Vinay: costruito sul pendio di un uliveto secolare questo insieme di edifici viene considerata una delle espressioni della via italiana all’architettura organica.  Nel 2006 „Il villaggio Monte degli Ulivi“ è stato dichiarato „Di importante interesse artistico“ dalla Regione Siciliana.

Oltre alle normali materie come italiano, aritmetica, geografia e storia, a scuola studiavamo l‘inglese, cantavamo in coro, facevamo il giornalino di classe, e ci occupavamo dei criceti. La biblioteca era sempre a nostra disposizione e tutti dovevamo leggere un libro e raccontarlo ad alta voce. In quella scuola a tempo pieno si applicavano i più moderni metodi educativi ispirati ai valori di uguaglianza, rispetto e tolleranza: e pertanto l’unica materia che mancava era … la religione.

Le mie compagne ed i miei compagni di classe, – con alcuni siamo rimasti in amicizia – abitano in Sicilia, nel Norditalia, in Germania e in Belgio: come tutti noi, anche loro sono il prodotto di una mentalità, di un’ educazione e di una cultura; ma in più sono persone che hanno la loro volontà e avuto il loro destino.

Per capire meglio le nostre biografie e spiegare che paese fosse Riesi negli anni ‘60 e ’70 chiediamo ai testimoni del tempo di raccontarcelo; e attraverso le loro parole cerchiamo di far emergere le peculiarità di questo piccolo centro siciliano. Dopo la chiusura della solfatara, e in ragione di elementi strutturali come  l’agricultura povera e arretrata, la corruzione, i disservizi,  e non ultima la mafia, la maggior parte degli abitanti aveva una sola prospettiva: emigrare!

Ma c’era anche chi viaggiava in senso opposto, come i Protestanti che arrivavano dal Norditalia, dall’Europa, e dal mondo intero per dare una mano e invertire il corso degli avvenimenti.

E così che è nato il Servizio Cristiano, una comunità cosmopolita che ha condiviso i valori del lavoro, dell‘ impegno e della fede. Oltre alla scuola elementare c’era una materna, un istituto professionale  per la formazione di  meccanici specializzati, e un centro agricolo per l’approvvigionamento alimentare di tutte le strutture; in paese si trovavano invece il consultorio familiare -uno dei primi in Italia-, un’ambulatorio pediatrico, e un cineforum che al sabato proiettava film in una sala attigua alla piazza principale.

Anche a chi „viaggiava in senso opposto“, a chi veniva da altre culture, da altre mentalità e da altre condizioni di vita, abbiamo chiesto di raccontarci Riesi: in fondo il senso di questo lavoro è che, oltre all’incontro con un caro ricordo che ho sempre serbato per i miei compagni, si affianca il racconto di un’epoca così particolare per questa cittadina. Ma anche gli effetti che una piccola minoranza può produrre nell’incontro, e nello scontro, con una realtá completamente diversa.

Uno dei risultati che entrambe le parti possono vantare è la cantina sociale. La sua realizzazione ha coinvolto tutti coloro che ne avevano intuito le potenzialità, in termini di benefici per i viticoltori costretti a vendere le loro uve sottocosto:  cattolici e valdesi, comunisti e democristiani, minatori e contadini, ricchi e poveri, tutti si sono impegnati con entusiasmo, perseveranza e onestà per dare vita a una realtá  ancora oggi tra le più importanti del territorio nisseno.

La Fotografia

Tutte le immagini di questo progetto sono state impressionate su rullini di medio formato. Ho lavorato con una Hasselblad 500C del 1970, non a caso, perchè quella stessa macchina avrebbe potuto farci la foto di classe negli anni delle elementari. Ed era proprio questo che volevo, usando la stessa tecnica fotografica di allora ho ricreato quella dimensione del tempo e del ricordo che i primi scatti di prova con macchine moderne non mi hanno dato. La tecnica fotografica odierna rasenta la perfezione: ogni piccola imperfezione viene messa in evidenza da obiettivi ad altissima risoluzione e software che elaborano le immagini fino all’ultimo dettaglio. In quelle fotografie  le mie compagne ed i miei compagni di scuola erano esattamente gli stessi di oggi;  ma io li avrei voluti vedere (e continuare a immaginare) diversamente, soffusi nel tempo del ricordo.

Questa scelta è stata fondamentale per annullare la dimensione temporale e permettermi quel viaggio nel tempo che intendevo fare, con le donne e gli uomini di oggi,  per arrivare agli scolaretti del mio ricordo.

Una parte dei rullini  sia positivi (diapositive) sia negativi che ho acquistato, erano già scaduti. Tutti le emulsioni, sia positive che negative, sono state sviluppati nello stesso bagno chimico (C-41) che di solito si usa per i negativi colore; questo mi ha permesso di  ottenere delle immagini ad alto contrasto, oltre alla naturale trasformazione cromatica di una pellicola  scaduta da decenni.

Immagina Riesi © Gustavo Alàbiso

Questo lavoro è il frutto di una collaborazione con Daniele Arghittu e Salvatore Falzone, i due giornalisti che hanno curato le interviste e scritto i testi.

Le ricerche, i viaggi, le interviste, e le fotografie, sono state possibili  grazie ad un finanziamento dall’Assessorato alla Cultura ed Identità Siciliana della Regione Siciliana.