300 x Karlsruhe, bagnino Roland Hilner © Gustavo Alàbiso

300 x Karlsruhe

A marzo del 2015 l‘editore Der kleine Buchverlag ha pubblicato  „300 x Karlsruhe, Gesichter einer Stadt“ (Karlsruhe, 300 volti di una città), di cui  sono stato l’ideatore e, insieme al giornalista e scrittore Benno Stieber, coautore.

Fin dall’inizio questo progetto si è basato sulla stretta collaborazione tra un fotografo, il sottoscritto, undici giornalisti e un grafico, Oliver Buchmüller, che ne ha curato il layout e la stampa. Il nostro obiettivo è stato di raccontare la città attraverso i suoi abitanti, ma anche redigere un documento che potesse rappresentare l’anno di questo importante aniversario: attraverso 126 testi e altrettante foto abbiamo raccontato le storie di 300 protagonisti.

A differenza degli undici giornalisti, che per la loro diversità di stili e per le loro personalità danno per forza un ritmo a questo lavoro, il mio problema di fotografo è stato di riuscire a fare altrettanto, ma da solo. E per questo  ho cercato incessantemente delle prospettive nuove, come nel caso della foto subacquea del bagnino Roland Hilner. Oppure utilizzato ottiche di ripresa differenti, o la luce ambiente, che nel corso del giorno e delle stagioni ha sfumature diverse. Infine, non avendo restrizioni di alcun tipo, ho agito in piena libertà riuscendo a trovare rapidamente una mia coerenza stilistica.

Ho lavorato con due flash esterni (Profoto D2) acquistati espressamente per questo progetto. E mentre la luce ambiente serviva a restituire l’atmosfera del luogo, i flash mi hanno aiutato a lumeggiare le persone staccandole  dallo sfondo, o mi hanno permesso di mettere in risalto elementi secondari ma comunque importanti per capire l’immagine.

Le fotografie hanno avuto il compito di ritrarre le persone nell‘ esercizio delle loro attività, di rappresentare il loro talento o le loro funzioni e capacità; ma sullo sfondo doveva sempre esserci Karlsruhe: in fondo, si trattava del suo anniversario!

Gli incontri con le persone selezionate sono stati proficui: con loro ho concordato le idee per la rappresentazione fotografica, in modo che i veri protagonisti di questo progetto fossero coinvolti anche nel processo creativo. Sebbene la maggior parte delle immagini siano finzioni, ho usato un linguaggio prettamente giornalistico (che non dovrebbe essere proprio finzione) per mettere le fotografie in sintonia con i testi e offrire ai lettori, di pagina in pagina, una nuova esperienza fotografica, creare un ritmo e dare luce al volto vivido e variegato di questa città.